ALBERT DE SALVO

NASCITA: Chelsea, 3 settembre 1931
MORTE: Walpole, 26 novembre 1973
VITTIME: 13 accertate
SOPRANNOME: Lo strangolatore di Boston
MOTODI DI UCCISIONE: strangolamento, arma da taglio

DeSalvo nacque a Chelsea in Massachusetts da Frank e Charlotte DeSalvo. Suo padre era un immigrato italiano e la madre una immigrata irlandese. Il padre era un violento alcolizzato che arrivò anche a far perdere tutti i denti alla moglie e a spezzarle diverse dita durante una lite particolarmente accesa, finendo anche due volte in carcere per maltrattamento prima di divorziare definitivamente nel 1944. L’uomo inoltre costringeva il figlio ad assistere mentre egli aveva rapporti sessuali con delle prostitute che si portava a casa di tanto in tanto. Da bambino, DeSalvo si divertiva a torturare gli animali, e da adolescente iniziò a praticare piccoli furti, avendo frequentemente a che fare con la legge sin da ragazzo.

Nel novembre 1943, il dodicenne DeSalvo fu arrestato per furto con scasso per la prima volta. Nel dicembre dello stesso anno, egli venne mandato al riformatorio di Lyman. Nell’ottobre 1944 fu rimesso in libertà sulla parola ed iniziò a lavorare come ragazzo delle consegne. In questo periodo iniziò ad emergere in DeSalvo l’insaziabile appetito sessuale che lo contraddistinguerà per tutto il resto della vita. Nell’agosto 1946 fece ritorno a Lyman per aver rubato un’auto. Dopo aver scontato la seconda condanna, DeSalvo entrò nell’esercito e venne inviato di stanza in Germania dove sposò una ragazza tedesca che poi portò con sé negli Stati Uniti. Egli fu congedato con onore dopo il suo primo periodo di servizio. Reintegrato nuovamente, rischiò di essere messo sotto processo dalla corte marziale per aver molestato sessualmente una bambina di 9 anni, ma nonostante ciò, nel 1958 DeSalvo fu congedato con onore dall’esercito una seconda volta.

Il 17 marzo 1960 DeSalvo venne arrestato con l’accusa di furto e condannato a scontare due anni di carcere. Uscì dietro concessione della libertà condizionata dopo undici mesi di detenzione.

Nel periodo tra il 14 giugno 1962 e il 4 gennaio 1964, 13 donne nubili di età compresa tra i 19 e gli 85 anni furono assassinate a Boston e dintorni; e gli omicidi furono attribuiti alla fantomatica identità dello strangolatore misterioso di Boston. La maggior parte delle donne uccise fu violentata nella propria abitazione, e poi strangolata con capi di vestiario come calze, sciarpe, sottovesti. La vittima più anziana morì per infarto. Due altre furono accoltellate a morte, e una di queste dopo essere stata selvaggiamente picchiata. Senza alcun segno di scasso segnalato, le donne probabilmente conoscevano l’assassino oppure lo fecero entrare volontariamente nelle loro case.

La polizia non era convinta che tutti gli omicidi fossero da ricondursi ad un singolo individuo, specialmente a causa della grande differenza di età fra le vittime; tuttavia la maggior parte dell’opinione pubblica credeva nella tesi dell’unico assassino seriale.

Il 27 ottobre 1964, uno sconosciuto si introdusse nell’appartamento di una giovane donna a East Cambridge fingendosi un detective della polizia. L’uomo legò la vittima al letto, la violentò ripetutamente, chiedendole poi “scusa” prima di andarsene. La descrizione dell’aggressore data dalla donna guidò la polizia a identificare l’assalitore in Albert DeSalvo e quando la sua foto finì sui giornali, molte altre donne lo riconobbero come loro molestatore. La polizia lo arrestò il 3 novembre seguente.

DeSalvo non fu inizialmente sospettato di essere coinvolto negli omicidi dello strangolatore. Solamente quando venne incriminato per svariate violenze carnali che aveva compiuto negli anni guadagnandosi i soprannomi di “uomo delle misure” (dall’abitudine di presentarsi a varie donne con la scusa di essere un talent scout di modelle e di voler controllare le loro “misure”) e “uomo verde” (dal colore degli abiti da lavoro che indossava durante le violenze), diede una dettagliata confessione della sua attività di assassino. Il compagno di cella di De Salvo fu George Nassar, psicopatico e grande manipolatore. Durante le lunghe ore in compagnia tra di loro, nasce l’idea: lo strangolatore di Boston è quasi una star, e allora perché non sfruttare la popolarità dello strangolatore per scriverci un libro e guadagnare un mucchio di soldi dai diritti e dalle interviste? De Salvo chiede quindi di parlare con Francis Lee Bailey, avvocato di Nassar e a lui confessa di aver ucciso non undici, ma tredici volte, fornisce dettagli sulle vittime, sul modo in cui le aveva aggredite e uccise e sulle caratteristiche delle case in cui vivevano che soltanto l’assassino poteva conoscere tanto accuratamente. Anche se con qualche imprecisione ed incongruenza, DeSalvo fu in grado di citare dettagli che la polizia non aveva reso pubblici. Tuttavia, non esistevano prove concrete sufficienti per sostenere la sua confessione. Inoltre, i testimoni non riconoscono in DeSalvo l’uomo che hanno visto sui luoghi del delitto, che assomiglia invece molto proprio al suo compagno di cella, George Nassar. Lo psicologo Ames Robey, che esamina De Salvo in carcere, conclude che l’uomo ha due caratteristiche particolari: ha un’incredibile memoria per i dettagli e ha un’importante sindrome narcisistica, per cui deve essere al centro delle attenzioni.

Per il processo che si svolse nel 1967, DeSalvo venne valutato psicologicamente dal Dr. Harry Kozol, che lo giudicò in grado di affrontare il dibattito processuale. La giuria non credette che de Salvo fosse lo Stupratore di Boston ma fu condannato comunque per le violenze sessuali.

De Salvo venne condannato al carcere a vita per le violenze e gli stupri commessi come “uomo verde” su una quantità imprecisata di donne (la cifra delle vittime oscilla tra le 300 e le 2000). Il caso dello “Strangolatore di Boston” venne riaperto nell’inverno del 2001, grazie alla tecnica del DNA. Tracce prelevate all’epoca dalle scene dei crimini e correttamente conservate hanno permesso di estrarre un profilo genetico dell’assassino da confrontare con quello di Albert De Salvo. Il 6 dicembre 2001 il professor James Starrs, della George Washington University, ha dichiarato di avere trovato sul corpo e sui vestiti di una delle vittime tracce biologiche appartenenti a due diversi soggetti, nessuno dei quali sarebbe Albert De Salvo. Secondo Starrs questo dimostra l’estraneità di De Salvo, che sarebbe perciò un impostore, una sorta di mitonomane, affamato di notorietà.

Quello dello “strangolatore di Boston” almeno ufficiosamente, rimane ancora un caso misterioso. Il profilo criminale dello Strangolatore di Boston porta invece direttamente a George Nassar.

Nonostante il suo avvocato difensore avesse invocato per lui la totale infermità mentale, in mancanza di prove concrete non fu possibile attribuirgli ufficialmente anche gli omicidi dello “strangolatore” da lui confessati successivamente l’arresto, e nemmeno la giuria gli credette.

Aggiornamenti importanti arrivarono l’11 luglio 2013, quando la polizia di Boston annunciò che l’esame del DNA dello sperma ritrovato all’epoca sulla scena del delitto, aveva collegato Albert DeSalvo allo stupro ed omicidio della diciannovenne Mary Sullivan. I resti di DeSalvo furono esumati e gli investigatori trovarono un’esatta corrispondenza con il suo DNA.

Il 19 luglio 2013, il commissario della polizia di Boston Edward F. Davis dichiarò che il test del DNA non lasciava dubbi che DeSalvo fosse la fonte del liquido seminale rinvenuto sulla scena del crimine nel 1964, dichiarandolo quindi responsabile certo della morte di Mary Sullivan, attribuita allo “Strangolatore di Boston”

Nel febbraio 1967, DeSalvo riuscì a fuggire insieme a due altri detenuti dal manicomio criminale nel quale era rinchiuso, scatenando una caccia all’uomo che non si vedeva dai tempi di John Dillinger (rapinatore di banche che tra il 1930 e il 1934 fu molto ricercato dalla polizia statunitense in tutti gli stati). Quando pochi giorni dopo venne ricatturato fu immediatamente trasferito al penitenziario di massima sicurezza di Walpole, dove 6 anni dopo venne rinvenuto cadavere pugnalato a morte nell’infermeria, ucciso da mano ignota. È sepolto nel Puritan Lawn Memorial Park di Peabody, Massachusetts.